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Diade
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Tradotta dal latino significa "In Due", non esisterebbe termine più azzeccato per definire questa
tecnica.
La diade è la tecnica che maggiormente viene utilizzata nei corsi di crescita personale tenuti da
Marina e da molti altri conduttori. Si basa su un semplice principio: una persona parla, con l'intento di portare all'altro i propri contenuti
e l'altra la ascolta dandogli tutta la sua attenzione.
Le due figure vengono definite rispettivamente partner passivo (Colui che dà la sua attenzione)
e partner attivo (Colui che invece sta parlando).
La domanda che subito ci viene in mente è: « Ma di cosa starà parlando il partner attivo? »
Nella diade si segue una "scaletta" di punti da sviscerare, ad esempio una diade classica che sulla
tematica dei problemi può avere questi punti:
- Dimmi di un problema che hai momentaneamente nella tua vita
- Dimmi come posso comprendere meglio questo problema
- Dimmi il primo passo per risolvere questo problema
In questo caso il partner passivo, un punto alla volta, darà questo comando al partner attivo il quale, dopo aver
interiorizzato il comando, parlerà cercando di esprimere completamente il concetto che questo comando richiede, quando ha finito
ringrazia l'altra persona e si passa al punto successivo.
La diade è si compone di 8 turni da 5 minuti l'uno, al termine dei quali le due persone si scambiano di ruolo.
Questo significa che chi prima faceva il partner attivo (cioè parlava) diventerà partner passivo e chi invece
era partner passivo (cioè ascoltava) diventerà partner attivo e quindi a lui adesso verranno rivolte le domande.
La diade è fatta di 8 turni complessivi, quindi una persona parlerà 4 turni e ascolterà per altrettanti.
Ma perché ci avvaliamo di questo metodo?
La diade funziona per due motivi principali: il primo è che replica esattamente un modello di comunicazione perfetto, nel
quale chi emette il messaggio (cioè chi parla) non deve preoccuparsi di essere interrotto o di essere ferito dai comportamenti
altrui, questo perché chi è partner passivo non deve rispondere a quello che dice l'altro ne a parole, ne con cenni di consenso
o di dissenso (come quando qualcuno ci parla e noi scuotiamo la testa come per dire "Si, è vero. Hai proprio ragione").
Il secondo motivo è che quando qualcuno comunica una parte di sè senza più nasconderla, questa parte comincia un processo di
integrazione, la coscienza integra questo particolare evento ed esso inizia o cessa del tutto di essere una sorta di peso o di problema per noi.
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